Informativa sull'intelligenza artificiale ai clienti: cosa chiede ai professionisti la legge 132/2025
Dal 10 ottobre 2025 avvocati, commercialisti, ingegneri e le altre professioni intellettuali devono dire ai clienti quali sistemi di AI usano, con un linguaggio chiaro e completo. Cosa prevede l'articolo 13, cosa hanno fatto gli ordini e cosa scrivere nell'informativa.

L'articolo 13 della legge 132/2025, in vigore dal 10 ottobre 2025, fissa due regole per le professioni intellettuali. L'intelligenza artificiale può servire solo per le «attività strumentali e di supporto», con «prevalenza del lavoro intellettuale» del professionista, come il navigatore per un tassista, che suggerisce la strada mentre la guida e la responsabilità della corsa restano a chi sta al volante. Le informazioni sui sistemi usati, poi, vanno comunicate al cliente «con linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo», per tutelare il rapporto di fiducia.
Cosa hanno fatto gli ordini
Il 13 ottobre 2025 il Consiglio nazionale forense ha inviato ai presidenti degli ordini degli avvocati una lettera con uno schema di informativa, da usare «se ritenuto utile» nel rapporto con il cliente: è il fac simile che molti cercano, e resta facoltativo. Il Consiglio nazionale degli ingegneri è andato più in là e il 23 giugno 2026 ha modificato il codice deontologico. Il nuovo articolo 13 chiede di informare il committente prima e in forma completa, «precisandone le caratteristiche e le finalità», e considera la mancata o incompleta informazione una violazione deontologica, come spiega la circolare n. 457 del 2026.
Il decreto legislativo 179/2026, in vigore dal 23 ottobre 2026, chiede poi a tutti gli ordini di inserire nella formazione iniziale e continua percorsi sull'AI che comprendono anche gli obblighi informativi verso il cliente. I consigli nazionali hanno sei mesi per adeguare i regolamenti, e la regola vale, dove pertinente, anche per le associazioni delle professioni non regolamentate.
Cosa scrivere nell'informativa
La legge non impone un modello, ma un'informativa utile risponde alle domande che il cliente farebbe. Deve dire quali strumenti usa lo studio, con il loro nome, e per quali attività: ricerche, prime bozze, traduzioni, analisi di documenti. Deve chiarire che il professionista controlla ogni risultato e resta responsabile del lavoro, e spiegare dove finiscono i dati del cliente, compreso se il fornitore li usa per addestrare i suoi modelli. Per uno studio legale il paragrafo potrebbe essere questo: «Lo studio usa Claude per le ricerche e le prime bozze e DeepL per le traduzioni. L'avvocato incaricato controlla ogni testo e ne risponde. I documenti del cliente passano solo da account aziendali che, per contratto, non li usano per addestrare i modelli.»
Dove tenerla e come aggiornarla
L'informativa funziona meglio in due parti: un paragrafo nella lettera d'incarico e una pagina sul sito dello studio con l'elenco completo degli strumenti, da aggiornare quando lo studio li cambia. Noi la impostiamo nel pannello del sito con la data di ogni versione e l'archivio delle precedenti, così lo studio può mostrare quale testo valeva quando il cliente ha firmato l'incarico.
Per la parte sui dati conta il modo in cui lo studio accede ai modelli. Con account gratuiti aperti dai singoli collaboratori lo studio fatica a sapere dove finiscono i documenti, mentre un assistente collegato all'archivio con account aziendali, che per contratto non usano i documenti per l'addestramento, si descrive in due righe; assistenti di questo tipo li sviluppiamo su misura. Chi segna le ore per incarico e per attività, come si fa con Horai, il nostro programma per ore e fatture di freelance e piccoli studi, ha anche una traccia del lavoro del professionista su ogni pratica, e con l'accesso in sola lettura il cliente può vederla da solo.
Per i dati personali restano validi gli obblighi del GDPR, che l'informativa sull'AI affianca senza sostituirli. Chi usa l'AI nello studio deve anche curare la formazione di collaboratori e dipendenti, come chiede l'AI Act: ne parliamo in Formazione sull'AI: per le aziende è obbligatoria?. Il quadro italiano completo è in Legge 132/2025 sull'intelligenza artificiale. Le indicazioni del proprio ordine vengono prima di questa nota, e possono cambiare con i regolamenti che i consigli nazionali devono adeguare entro aprile 2027. Se ci scrivi, una pagina così per il sito del tuo studio la prepariamo noi.